Angie,Angie,when will those clouds all disappear?

Angie, Angie, where will it lead us from here?

pensierini. #1

hoplalalaa:

la bellezza di avere persone vicino, poche, preziose, belle ma belle ma belle, mi fa scoppiare un sorriso di gioia in faccia e dentro e tutto intorno, così all’improvviso,

e mi fa dimenticare di tutte quelle che mio malgrado e non per scelta mi ritrovo nei paraggi. grazie anche a voi per ricordarmi sempre tutto quello che non voglio essere.

Non m’innamoro per non soffrire. Mi ricorda tanto quei salotti anni ‘60, sempre lucidi, con i divani coperti da un telo e la porta sempre chiusa.

Calci, schiaffi e insulti al disabile Così le maestre lo umiliavano

curiositasmundi:

Il primo giorno Le riprese iniziano il 3 aprile. La scena è la stessa che si ripeterà anche nei giorni seguenti. Michele è seduto a una scrivania, in mano un pennarello con il quale scarabocchia un quaderno. Non strilla e non reagisce. Neppure quando l’assistente sociale gli si avvicina e lo strattona tirandolo per i capelli e le orecchie. Poi la Montesin torna a sedersi. Ma la tregua dura pochi minuti, la si vede afferrare qualcosa e avvicinarsi nuovamente al ragazzino con in mano un righello con il quale lo percuote al capo e al volto. Lo costringe a restare in piedi, poi a inginocchiarsi. E Michele sempre zitto, buono. È terrorizzato: appena una delle due donne muove qualche passo, porta le mani davanti al volto per proteggersi. Alle 11 arriva anche la Piron che sferra un calcio al ragazzo. «È proprio un toso che te istega» («È un ragazzo che ti istiga»), spiega alla collega.

Il secondo giorno Il 4 aprile, alle 8,37 del mattino, la telecamera mostra l’insegnante che minaccia di colpire Michele con «un calcio in culo». La Montesin, invece, quel giorno è in vena di insulti e così urla a Michele che è «un luamaro» (letamaio, ndr), «un asino». Anche lei prima lo minaccia e poi lo colpisce alla nuca con una bacchetta e con delle forbici e gli sferra dei calci alle gambe.

Il terzo giorno Il 5 aprile è una giornata fortunata per Michele. Se ne rimane nella stanza con l’assistente sociale ma per tutta la mattinata c’è un continuo viavai di persone che - sottolineano gli inquirenti - «probabilmente ha impedito all’indagata di esprimersi liberamente». E così la donna si limita a minacciare il ragazzo di schiaffeggiarlo e di dargli un pugno.

Il quarto giorno…

L’odio. Quello più nero.

(via batchiara)

flipperella:

HOW TO DANCE PROPERLY ON GET LUCKY

È esattamente quello che penso anche io.

(Fonte: youtube.com)

“Vieni a casa mia? Ti faccio vedere la collezione di farfalle che ho nello stomaco quando sono vicino a te.”

— ” cit. “

I forti non hanno bisogno di essere cinici con gli inconsapevoli assenti

—(via mistro)

(via batchiara)